È tipico dei pendolari, si sa, lamentarsi di quanto le metrò siano lente a causa del sovraffollamento o di macchinisti reattivi come bradipi.
Per una volta i passeggeri della metropolitana milanese, precisamente quella della cosiddetta “linea verde”, sono saliti a bordo di un treno super veloce che li ha proiettati in una fermata della metropolitana di Tokyo!
Come sarà mai stato possibile? È stato forse ideato un supertreno ancor più veloce di un aereo? O Goku ha deciso di sfruttare il teletrasporto per portare tutti in Giappone?
Niente di tutto ciò!
Dalle ore 8 alle ore 20 di questo lunedì 21 gennaio, la fermata di Moscova è stata completamente trasformata nella fermata di Shibuya, la stazione metropolitana più tecnologica e avanzata di Tokyo per un’iniziativa di Fastweb!
L’iniziativa è stata spiegata in una nota in cui si legge
Grazie alla ultrafibra di Fastweb infatti le distanze si accorciano e in pochi secondi ci si può trovare dall’altra parte del mondo. Tutti i materiali, compresi i componenti d’arredo, la cartellonista e la pubblicità sono realizzati in autentico stile manga, scritti in giapponese, e restituiscono una riproduzione realistica di una vera stazione della metropolitana di Tokyo. Nessun dettaglio è stato trascurato: dai monitor che trasmettono notizie all’edicola e all’altoparlante che annuncia l’arrivo del treno in giapponese.
Sono state ingaggiate centinaia di comparse per rendere ancor più realistico l’ambiente! Tra Japan boy, l’uomo d’affari, decora girl, kimono girl e tanti altri sembrava di essere veramente nella capitale giapponese!
L’evento è stato seguito sui social network (Instagram, Twitter, Facebook e persino su YouTube).
Potrete trovare le immagini sotto l’hashtag #fastline, alla pagina facebook.com/fastweb e su immaginapuoi.it!
L’evento è stato svolto a Milano perché qui Fastweb, nel 2000, lanciò i primi collegamenti Internet in fibra ottica.
Voi ragazzi che dite? Avete partecipato a questo bizzarro evento? Quali sono state le vostre impressioni? Esprimete il vostro parere!

Fonte Immagini: milano.corriere.it
