Da esempio di violenza gratuita a promotore di uguaglianza sociale: come cambia la visione di un anime!
Quante volte, magari guardando un anime o leggendo un manga, abbiamo dovuto sorbirci le lamentele di qualcuno che prontamente criticava “l’eccessiva presenza di violenza” all’interno dello stesso?

Un professore di una scuola superiore di Osaka ha pensato di utilizzare l’anime tratto da “ONE PIECE” per avvicinare i suoi giovani studenti alla conoscenza e allo studio dei diritti civili.
Attraverso l’esempio della mezza renna Chopper, il quarantaseienne Akitoshi Maekawa intende dimostrare che coloro che sono stati “ostracizzati” dalla società per via del loro aspetto fisico possono continuare a sorridere grazie all’aiuto dei propri amici.
Maekawa ha introdotto a scuola One Piece per la prima volta nel dicembre del 2010, proponendo l’anime alla sua classe di “Diritti Civili Globali” del liceo Kunijima di Osaka, mentre le ultime classi del secondo e terzo anno hanno cominciato nel gennaio di quest’anno. La prima cosa che ha mostrato alla sua classe è stato il legame fra il medico ciarlatano Hiruruk e Chopper.
Nel manga di Eiichiro Oda, Chopper nasce col naso blu, motivo per il quale è deriso e allontanato dalle altre renne del branco. Diventato mezzo umano in seguito all’assunzione del misterioso frutto Hito Hito la sua condizione rimane tale a quella precedente: gli umani continuano a trattarlo come “il diverso” e provano addirittura ad eliminarlo. Ma Hiruruk arriva in suo aiuto, e i due stringono un forte legame.
Maekawa afferma poi
Chopper è rimasto isolato dal mondo per lungo tempo, ma è stato comunque capace di diventare amico di Hiruruk, e ha così cominciato ad accettare la sua natura.
I suoi studenti , impegnati nello studio dell’Apartheid Sudafricano e dei movimenti Americani per i diritti civili, sono inizialmente rimasti sorpresi quando hanno realizzato l’apparentemente atipica connessione con la situazione di Chopper. Dopo aver introdotto il tema dei diritti civili con la storia di Chopper, Maekawa ha chiesto ai suoi studenti di individuare quali gruppi etnici la mezza renna potesse effettivamente rappresentare nella società contemporanea. I ragazzi hanno evidenziato la sua somiglianza con le persone di colore che devono affrontare le discriminazioni raziali, con i senzatetto, i disabili e, infine, con le vittime di bullismo.
Un ottimo esempio di come, tralasciando la superficiale presenza di violenza, i nostri amati manga ed anime possano insegnarci davvero qualcosa di importante! Tu cosa ne pensi?
