Quando mi proposero di partecipare alla borsa di studio di Sendai mi chiesi "E dove cavolo sta Sendai?" beh, Sendai stava "A nord di Tokyo".
Io non avevo mai sentito parlare di Sendai cosi come nessuno ne aveva mai sentito parlare fino a qualche giorno fa'.
Sendai è una città ne troppo piccola ne troppo grande, ma ha tutto quello che serve.
C'è la stazione con la sua zona limitrova "Eki mae" contornata dai due bei palazzi/centri commerciali "Aer" e "parco", poi ci sono "Green Beans" e "S-pal", altri due centri commerciali.
Affianco al mastodontico Aer c'è la prima "Arcade", una specie di galleria.
Si perchè, una particolarità di Sendai e' quella di essere piena di gallerie commerciali piene di vita, negozi, ristoranti.
Una zona chiave della città è Kokubunchou, il quartiere dei divertimenti, ma di solito ci si trova tutti davanti al Disney Store di "ichibanchou" per poi andare ad ubriacarsi, al karaoke, il discoteca, o semplicemente per andare a fare un appuntamento romantico.
Attraversando ichibanchou e kokubunchou si arriva a Jouzenji.douri, un lungo vialone pieno di alberi che nel periodo natalizio vengono addobbati con una quantità incredibile di luci, le luci dell'"Hikari no Pagento", un vero spettacolo che i clienti del ristorante in cui lavoravo, "Ristorante Tamura", osservavano con gioia mentre mangiavano i buoni piatti preparati dallo chef Koshimizu che aveva studiato cucina italiana a Venezia.
Aaaah, che fatica ogni volta arrivare in questi posti con la bicicletta dal mio dormitorio universitario a "Sanjou-machi"!
A Sanjou-machi, ci sono due blocchi di dormitori distinti, il vecchio "Kaikan" e il mio nuovissimo, super efficente "University House Sanjo", pensate che ha le porte che si aprono con le schede e la password al posto della chiave della camera!
Quante cene nella cucina comune insieme a tutti gli altri studenti stranieri.
Certo, non c'era solo il divertimento, c'era anche lo studio!
Le mie lezioni, si tenevano nel campus "kawauchi" dell'universita' "Tohoku".
Il campus e' pieno di spazi aperti, belle aule e soprattutto, 4 buonissime caffetterie dove mangiare buoni piatti a poco prezzo; io adoravo il ramen!
Insomma, Sendai era piccola, si andava sempre "Davanti al Disney Store", ma ci si divertiva molto!
Eventi, karaoke, nomihoudai, c'era ogni giorno qualcosa da fare grazie ai suoi giovani e simpaticissimi abitanti, tra di loro ho trovato tanti buoni amici e qualcosa di piu'.
Poi, qualche giorno fa', mentre lavoravo da Tamura, Sendai è andata sulla bocca di tutti e tutti ora la conoscono.
Ma era meglio quando nessuno, neanche io, sapeva posizionarla sulla mappa, quando gli studenti stranieri non scappavano in massa per tornare al proprio paese (come ho fatto io…) quando i miei amici mi aspettavano al Disney Store invece di stare a casa senza luce cibo e acqua, era meglio quando Sendai era la piccola, sconosciuta capitale del Tohoku, dove fa' sempre inverno ma si ha sempre il cuore caldo.
Ma io, ritornerò…



Bellissimo articolo Nana’, non voglio rovinare il post con buonismi o altre cose varie, ripeto solo, bellissimo articolo.
Trasuda tutto il tuo stato d’animo questo articolo, Nana…Senza parole.
Spero tornerai presto a godere delle piccole gioie di quella città insieme ai tuoi amici.
ottimo articolo nana
Se devo essere sincero Davide, mi hanno fatto un po’ commuovere queste tue righe…
Immagino, e sono sicuro che questi tragici eventi segneranno la tua vita ed i tuoi ricordi in modo particolare.
Sono e saranno sicuramente dei pessimi ricordi, e si vorrebbe tornare indietro per non vivere quei momenti di paura e terrore.
Purtroppo non è possibile ma una cosa è certa: tutto questo farà di te una persona sempre più legata a ciò che ami: Il Giappone e il suo popolo!
Spero, e ti auguro di tornare il più presto a Sendai, città fino a poco a noi sconosciuta, ma che come hai detto te, era meglio se fosse rimasta tale.
Bellissimo articolo nana, semplice ma vivo!
Come ha detto masi, si percepisce il tuo stato d’animo e quanto ti manca la vecchia Sendai.
Spero vivamente che potrai ritornarci e rigodere delle passate giornate!
Davvero un bell’articolo il tuo Nanatsusaya.
Sono iscritto da poco ma continuo a leggere i vostri articoli sui fatti successi in Giappone e grazie a voi, sono sempre più innamorato di questa terra.
Grazie ^^’
Sottolineo quello che hanno già detto gli altri, bellissimo articolo!
Complimenti Nana, bellissimo articolo, mi ha lasciato senza parole… Complimenti…
ottimissimo articolo e mi ha fatto molto commuovere
Leggendo queste parole, con uno stato d’animo oppresso e un senso di impotenza per ciò che accade in questi giorni in Giappone, ho sentito un calore unico e un’emozione che spero possa creare una speranza e una soluzione, qualunque essa sia, per far si che questa popolazione che tanto stimiamo, per molti versi simile alla nostra, possa risollevarsi e trovare calore e forza di volontà per combattere un nemico che purtroppo l’uomo stesso ha creato… speriamo che l’essere umano, in quanto essere cosciente e capace di intendere, possa trarre spunto dalle storie a cui siamo così appassionati e apprendere come piccolo sia e debba restare per consentire ancora una volta la sua sopravvivenza, nell’amicizia, nell’amore, nel rispetto e nella salvagiardia della vita stessa.
Non è importante credere in qualcosa, ma se credere nell’uomo possa aiutarlo, allora speriamo che egli possa ricredersi e finalmente mettere fine all’utilizzo del nucleare… meglio meno privilegi e restare in vita!
Non posso nemmeno immaginare come ci possa sentire a dover lasciare degli amici in mezzo alla desolazione e, allo stesso tempo, voler scappare al piu’ presto da quello che potrebbe dimostrarsi un luogo dove il pericolo è ancora piu’ subdolo e bastardo e annientante di quanto non si possa osservare: le radiazioni.
Nana ti auguro una buona ripresa e speriamo tutti che in quel Paese meraviglioso che tanto abbiamo sognato di visitare non si riduca in cenere per i prossimi 10 anni…
Saluti a tutti